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Plastic Nature è un concetto di arredo che esemplifica la connessione tra il mondo della plastica e quello dell’arredamento in legno.

 

 

 

Le parti in legno hanno cavità e buchi che vengono riempiti da una schiuma poliuretanica in modo da connettere le varie parti tra loro; tali cavità non sono espressamente disegnate ma ricavate in base alle venature del legno, così da creare a prodotto finito dei pezzi unici.

 

Link: Pelidesign

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Radiolaria è diseganto a partire da strutture e forme ricavate da ossa, piante e microscopiche forme di vita marine quali i Radiolari (protozoi ameboidi).

 

 

 

Queste particolari forme di vita costruiscono il loro esoscheletro, molto resistente, ricavando dall’acqua delle particelle di gesso: partendo da questo presupposto di resistenza Alexander Pelikan ha costruito questa sedia – sgabello utilizzando il multiplex, che nonostante i 5 mm di spessore può sopportare pesi notevoli.

 

Link: Pelidesign

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L’idea nasce dal concetto del faldistorio, seduta vescovile pieghevole, che qui viene reinterpretato in chiave decisamente avveneristica.

La struttura in compensato è unica e comprende seduta, gambe e schienale sagomati; il tutto è composto da sottili fogli di compensato ricoperto e piegato.

 

 

 

 

Link: Margriet Foolen

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Le forme della struttura portante sono abbastanza normali e non denotano particolare fantasia. La particolarità risiede nel rivestimento della sedia: spesso feltro dai colori carichi che danno personalità! Linee a zig zag, che ricordano una sega o anche un cactus. Tutto questo per rendere meno banale un oggetto che spesso passa inosservato.

Link: ElsingaDesign

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Anche questa creazione mi stupisce! Anche questa sedia si pone tra il surreale e il fantascientifico! Potrebbe comodamente sembrare una poltrona direi aliena composta di elementi poligonali regolari ben giustapposti tra loro.

Link: ElsingaDesign

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Devo sforzarmi per vedere sir Lancillotto…e a guardar bene non c’è!

 

Le forme sono decisamente particolari, soprattutto le gambe a ellisse allungata; tutta la struttura è realizzata in filo metallico lucido, potrebbe quasi sembrare un arredo alieno o futuristico. Tuttavia questa sedia ha un suo fascino irrazionale.

 

Link: Elsinga Design

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Elsinga, per progettare questa sedia, parte dall’idea di un alieno (!?!?) immaginario che vorrebbe trasferirsi sulla terra e le forme della sedia riprendono le sue fisionomie: arti multipli e rosa, una grossa testa e zampine.

 

Qui la fantasia regna sovrana!

La struttura portante della sedia è in metallo, ricoperto di schiuma poliuretanica a sua volta contenuta in fodere di feltro rosso.

Il risultato è inusuale e simpatico, infatti ha riscosso il particolare favore del pubblico al Salone del Mobile di Milano.

 

Link: ElsingaDesign

 

 

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La forma è abbastanza inquietante, tra l’organico e l’artificiale; ricorda molto le opere di Louise Bourgeois ma anche i film di Tim Burton (Beetle Juice). RVS sembra composta di lamiera riciclata, pezzi di scarto, in realtà è colata in metallo in un pezzo unico e opacizzata per dare quel senso di riflesso distorto. Si tratta certamente di un pezzo di alto design e di inserimento abbastanza facile in qualunque tipo di ambiente.

 

 

 

Link: Dennis Slootweg

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La sedia/poltrona, parte della più ampia serie Birchwood, nasce dall’interesse di Neumann per la tattilità dei materiali e la leggerezza delle forme. Il designer usa il legno di betulla, che per la sua peculiare conformazione sembra sfaldarsi e perdere parte della corteccia, ma soprattutto sfrutta sapientemente il bel cromatismo del legno.

L’aspetto è rustico e ruvido, dovuto alle caratteristiche del legno, che vengono mantenute e “imprigionate” dai trattamenti, infatti il legno sembra quasi cristallizzato entro della resina, mantiene tuttavia la sua bellezza. La seduta, invece, è classica e molto comoda.

Le linee sono imponenti e abbastanza rigide, tuttavia la Birchwood si caratterizza non tanto per l’avanguardia delle forme bensì per la sensibilità dei materiali.

 

 

Link: Werner Neumann

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Il progetto di Roel Beurskens affianca materiali moderni e artigianalità, infatti coniuga felicemente un saper fare e una tecnica da falegname con il plexiglass; le forme nascono da una ricerca su antiche e spesso dimenticate manualità ed il risultato è un’interpretazione contemporanea di un’antica tecnica cinese di lavorazione del legno che non usa né colla né chiodi. L’utilizzo di elementi trasparenti come il plexiglass rende visibile le venature del legno, la sua intima conformazione, e esplicita l’interazione tra l’oggetto sedia e ciò che lo circonda. Oltre alla sedia è parte integrante del progetto anche il tavolo, realizzato con la stessa tecnica.

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Link: Roel Beurskens

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