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Archivio per la categoria ‘Germany’

L’idea è molto più artistica che non di design. Per nulla! Tuttavia Kehrle disegna questo prototipo a partire dai disegni di Sol Lewitt in occasione della sua morte al fine di rendergli omaggio.

La sedia è impossibile e inutilizzabile come tale, è unicamente una sperimentazione grafica di linee e intersezioni più o meno regolari che confondono e celebrano.

 

 

Link: Steffen Kehrle

 

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Florian Hauswirth compone Frame Set con 3 profili di legno di uguale forma, che assomiglia a un manubrio di bicicletta, ma di lunghezze diverse; essi vengono assemblati in modo da creare un forma complessa ma affascinante. La linea è pulita e abbastanza geometrica, infatti dalla connessione  dei pezzi ne risulta un triangolo un po’ illusorio che ricorda vagamente le  creazioni di Escher, non si capisce esattamente cosa sia davanti e cosa sia dietro; il risultato è interessante soprattutto per questo intreccio – incastro di elementi.

 

 

 

 

 

Link: Stattmann Neue Moebel

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Leggera armatura in filo metallico con funzioni di sostegno e pelle bovina conciata: il risultato è Pouch!

 

 

 

Il risultato è un po’ dark e un po’ fetish, tuttavia è inedito e poco scontato! La pelle è appesa sulla struttura metallica, senza poggiare su di essa, e le pieghe che si creano la fanno sembrare molto materica, richiamando le forme delle onduline in metallo delle tettoie riferimento che si vede molto chiaramente nel poggiapiedi). La struttura metallica è poco invasiva e quasi un disegno nello spazio, così garantendo leggerezza e praticità.

 

 

 

Link: Kirstin Overbeck

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Questa sedia si vuole porre come uno dei primi prototipi per quanto riguarda l’innovazione tecnologica, infatti vuole coniugare tecniche all’avanguardia nel campo del tessile con l’industria di mobili.

 

 

E’ stata studiata una forma simile a un esagono che viene realizzata e cucita in materiale plastico e successivamente riempita con schiuma poliuretanica, che le garantisce confort nella seduta e nello schienale.

 

 

 

 

Questa tecnologia costruttiva garantisce un’elevata maneggevolezza e leggerezza; la stabilità è data invece da 4 semplici aste di legno che fungono da sostegni.

 

Link: Studio Hausen

 

 

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Al primo sguardo sembra una scultura ma in realtà si tratta di una seduta che, apparentemente, sembra abbastanza fragile; la forma è la risultante dell’intreccio di anelli di quercia che garantiscono un’ampia flessibilità e, soprattutto, resistenza, dovuta alla particolare elasticità del legno.

 

 

 

Link: Mark Braun

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Questa seduta è un ibrido tra una sedia e uno sgabello, infatti è abbastanza bass ma ha un accenno di schienale; le forme richiamano un origami ma anche le architetture spezzate di Zaha Hadid. La struttura della seduta è molto sottile e realizzata in metallo tagliato al laser ed è sorretta da 2 tubolari di metallo piegato; la forma è pulita e semplice ma decisamente inconsueta.

 

 

Dimensioni: 60 x 45 x 45 cm

 

 

Link: Coordination Berlin

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Thread è composto da una seduta circolare girevole regolabile tramite un grosso meccanismo a vite che lo connette alla base in tubolare metallico di diversi colori; la sua forma ricorda gli sgabelli da lavoro, generalmente realizzati con materiali e forme spartani, tuttavia qui si punta sulla qualità del legno, infatti la seduta viene realizzata in noce e trattata per mantenere il colore naturale.

 

 

L’elemento a vita consente di regolare il altezza lo sgabello e connette la seduta alla base in tubolare d’acciaio saldato.

 

 

Dimensioni: 36 x 54 x 35 cm

 

 

Link: Coordination Berlin

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Lambizione di base della Louis Chair è di trasferire l’idea del metallo stirato dal 2 d al 3 d, creando pezzi d’arredamento (sedie, tavoli, appendiabiti etc.); si tratta di fogli d’acciaio tagliato al laser stirati fino alla massima tensione per dare loro una forma a nastro e comunque garantendo stabilità e robustezza. Usando questa tecnica semplice ma ingegnosa i fogli di metallo, di solo 3 mm di spessore, assumono la forma stilizzata di una sedia barocca in stile Louis XIV.

Dimensioni: 56 x 78 x 58 cm

 

 

 

Link: E27

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Perché compare una nuova sedia quando è possibile rivestirla? Lo studio Bernotat ha pensato al Chair wear, assimilabile a un chair (pret) à porter, dove vengono realizzati nuovi rivestimenti – abiti per sedie, aggiungendo confort, funzionalità e un tocco di poesia. I nuovi “abiti” rimodernizzatori vengono realizzati tutti su misura tenendo in particolare considerazione l’interazione con la sedia.

 

 

 

 

Link: Bernotat&Co

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Si vede chiaramente che nella progettazione si è proceduto attraverso la scomposizione dei piani: lisci, liberi, assoluti, intersecanti tra loro; anche qui si nota la semplicità assoluta, elemento che contraddistingue i 2 designer tedeschi.

Elementi semplici, linee semplici, materiale povero (compensato) che però ricordano De Stijl e Rietveld, non tanto per i colori ma per le forme. Ipoteticamente si tratta di manufatti ancora work in progress per quanto riguarda la realizzazione, tuttavia anche qui ci si rende ben conto della germanicità del progetto, dato da quel senso di ordine e rigore.

 

 

 

 

 

 

Link: Rakso Naibaf

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